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A Ginevra si è vicini a una svolta nel negoziato sul nucleare iraniano tanto da spingere la Cina a parlare di ‘‘momento finale’‘. A segnare il cambio di passo dopo anni di fallimenti, la presenza di tutti i capi diplomazia dei Paesi coinvolti nella trattativa.Il segretario di Stato statunitense, John Kerry, è arrivato in Svizzera, preceduto dal ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, e dal rappresentante del Cremlino, Serghei Lavrov che ha già incontrato l’Alta rappresentante europea per la politica estera, Catherine Ashton, e il capo negoziatore di Teheran Mohammed Javad Zarif.È stato il ministro degli Esteri della Repubblica islamica a far trapelare ottimismo sostenendo che si è al ‘‘90% del cammino, anche se restano due punti di disaccordo’‘. Sul tavolo la questione del riconoscimento del diritto iraniano all’arricchimento dell’uranio e il nodo del reattore ad acqua pesante di Arak, potenziale fonte di plutonio.Gli analisti scommettono su un accordo ad interim di sei mesi che preveda la limitazione del programma nucleare di Teheran in cambio di un alleggerimento delle sanzioni. “La presenza dei 5 +1 a Ginevra ha rafforzato le speranze che i negoziati possano finalmente portare ad un accordo – conclude l’inviata di euronews, Fariba Mavadat – Va detto però che, a questo punto, qualsiasi accordo sarà il punto di partenza per ulteriori negoziati”.