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Lo strappo è fatto, il Popolo della libertà è dissolto. Da una parte con il governo, Angelino Alfano e la sua formazione “Il nuovo centrodestra”, dall’altra riemerge dal passato “Forza Italia”, il movimento della discesa in campo, quella del contratto tra gli italiani e il Silvio Berlusconi del 1994. Trenta senatori e 26 deputati hanno aderito al momento ai nuovi gruppi parlamentari, nati per scissione dal Pdl, il cui funerale va in scena questo sabato a Roma, in occasione del Consiglio nazionale del Partito, disertato dagli alfaniani. Avevano chiesto garanzie interne tra cui, le primarie e scelte condivise, in tutte le cariche, e una dichiarazione di sostegno al governo Letta fino a al 2015. Nulla è stato ottenuto più per l’opposizione dei «falchi» che per il no dello stesso Berlusconi. Non c‘è posto per loro nel Partito che riparte da dove tutto ha avuto inizio vent’anni fa.