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Il mare di Panarea restituisce al mondo una nave di epoca romana risalente al I secolo d.C. al cui interno sono contenute un centinaio di anfore. L'importante scoperta archeologica è stata resa nota nella notte tra il 24 e 25 giugno. Si tratta di una imbarcazione annonaria, che attualmente si trova ad una profondità di circa 100 mt, che navigava lungo le rotte commerciali dell'epoca, come ad esempio quella che consentiva i collegamenti tra Milazzo e Roma. Le anfore secondo gli archeologi sono del tipo Dressel 21-22 di fabbricazione laziale, adibite al trasporto di cereali e di frutta. Il ritrovamento e' stato reso possibile da un'intesa e proficua attivita' di collaborazione avviata da alcuni anni fra la Soprintendenza del Mare, la fondazione statunitense Aurora Trust e l'ISPRA (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale) del Ministero dell'Ambiente, che ha messo a disposizione la nave oceanografica Astrea. Le spedizione archeologica denominata Archeorete Eolie ha preso il via l'anno scorso, il tratto di mare ispezionato è stato di circa 150 kmq. Il progetto di ricerca e' stato coordinato per la Soprintendenza del Mare dall'architetto Stefano Zangara e per la Fondazione Aurora Trust dall'archeologo Timmy Gambin. L'importante ritrovamento è stato possibile grazie ai tecnologici strumenti messi a disposizione dalla Fondazione americana Aurora Trust che tra gli altri mezzi ha usato anche il Roy un robot dotato di telecamere, fari illuminatori e propulsori ad elica, che in profondità riesce ad ottenere immagini estremamente nitide. Grazie alle ricerche effettuate nella zona è stata individuata anche un'altre nave ma su questo relitto sono state momentaneamente sospese le attività che riprenderanno il prossimo 15 Luglio. La sensazionale scoperta archeologica e' stata presentata alla Soprintendenza del Mare di Palermo, dall'assessore regionale dei Beni Culturali e dell'Identita' siciliana, Gaetano Armao e dal soprintendente Sebastiano Tusa.